Qualche settimana fa, nel marco del Public Design Festival, abbiamo avuto il piacere di conoscere a Rikkert el i ragazzi di Stortplaats Van Dromen. Prendendo in prestito il titolo del film di Aronofsky – in italiano Stortplaats Van Dromen significa “rifiuti per un sogno” – questo gruppo olandese è capace di muoversi alla grande tra contenitori di spazzatura, cantine da svuotare e sgabuzzini di robba inutile e di riassemblare il materiale con una tale classe di cui pochi possono vantare.
Questi interventi vengono ragruppati sotto il nome di FOUNDation, un ampio progetto di costruzione di piccoli luoghi abitabili tramite la raccolta di scarti e vecchi mobili donati dai cittadini dei quartieri dove l’installazioni prendono luogo. Lo scopo, fare diventare il rifiuto un luogo di ritrovo temporaneo per vicini e passanti e di rendere pubblica l’iniziativa attraverso un piccolo giornale che illustra il processo di realizzazione e racconta le storie di ogni pezzo che fa parte della costruzione e dei suoi singoli donatori.
Azioni site-specific che lasciano luogo all’improvvisazione e alla collaborazione. Programmi ludici aperti a chi ne voglia partecipare. Un modo superbo di reinterpretare la nostra contemporaneità.
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Rubbish for a Dream
Stortplaats Van Dromen -Taverna
Qualche settimana fa, nel marco del Public Design Festival, abbiamo avuto il piacere di conoscere a Rikkert el i ragazzi di Stortplaats Van Dromen. Prendendo in prestito il titolo del film di Aronofsky – in italiano Stortplaats Van Dromen significa “rifiuti per un sogno” – questo gruppo olandese è capace di muoversi alla grande tra contenitori di spazzatura, cantine da svuotare e sgabuzzini di robba inutile e di riassemblare il materiale con una tale classe di cui pochi possono vantare.
Questi interventi vengono ragruppati sotto il nome di FOUNDation, un ampio progetto di costruzione di piccoli luoghi abitabili tramite la raccolta di scarti e vecchi mobili donati dai cittadini dei quartieri dove l’installazioni prendono luogo. Lo scopo, fare diventare il rifiuto un luogo di ritrovo temporaneo per vicini e passanti e di rendere pubblica l’iniziativa attraverso un piccolo giornale che illustra il processo di realizzazione e racconta le storie di ogni pezzo che fa parte della costruzione e dei suoi singoli donatori.
Azioni site-specific che lasciano luogo all’improvvisazione e alla collaborazione. Programmi ludici aperti a chi ne voglia partecipare. Un modo superbo di reinterpretare la nostra contemporaneità.