Prossima Apertura

Urban regeneration

Prossima Apertura
Progetto di rigenerazione urbana

Nel 2016, il MIBACT e il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori hanno bandito un Concorso di Idee per la riqualificazione di 10 periferie urbane ricadenti sul territorio nazionale, puntando ad incentivare il coinvolgimento di giovani progettisti.

L’iniziativa ha visto la partecipazione di 140 Comuni che, in sede di selezione, hanno assunto l’impegno di affidare i successivi livelli di progettazione ai vincitori del concorso.

Piazza della Comunità Europea, nel quartiere Toscanini di Aprilia (LT) è l’area proposta dal comune di Aprilia (LT), per cui il progetto di rigenerazione urbana Prossima Apertura è risultato vincitore del concorso, premiato anche dalla Biennale di Venezia.

 

Prossima Apertura non si configura esclusivamente come progetto, bensì come processo di rigenerazione urbana: le azioni previste non si limitano al solo aspetto di riqualificazione “fisica” dello spazio, al suo aspetto estetico e funzionale, ma integrano l’approccio architettonico con azioni a supporto di un inserimento graduale e profondo della nuova area nella vita della comunità locale.

Si tratta di una progettazione integrata in cui architettura, ricerca psicosociale, arte e comunicazione collaborano, attraverso il coinvolgimento diretto degli abitanti, finalizzato alla costruzione di un senso collettivo degli spazi condivisi.

 

Professionalità coinvolte

 

In Prossima Apertura collabora un gruppo di lavoro trasversale, composto da architetti, urbanisti, psicologi sociali, fotografi, videomaker, artisti e comunicatori, accomunati dalla volontà di costruire un progetto efficace, favorendo la condivisione di un percorso di ricerca capace di mettere in campo strategie complementari.

 

L’interdisciplinarietà del gruppo di lavoro consente di agire su più livelli progettuali, così da innescare, a fianco della rigenerazione fisica dell’area, un processo di community building, fondato sulla cultura locale e imprescindibile per una reale rigenerazione territoriale.

 

Descrizione del progetto

 

Il progetto consiste nella riqualificazione integrata del Quartiere Toscanini di Aprilia, a partire dal recupero funzionale della mai realizzata Piazza della Comunità Europea.
Lo spazio incompiuto, caratterizzato da differenti livelli di quote urbane rispetto al livello stradale, occupa oltre 8.600 mq, e la cornice di intervento si è estesa alle zone limitrofe.

 

Durante il cantiere sono previste delle installazioni temporanee: attraverso la realizzazione di elementi non permanenti, è possibile sperimentare scenari diversi e vedere l’effetto che ognuno di questi ha sui cittadini e sull’ambiente. In base alla risposta e al coinvolgimento che deriva da queste sperimentazioni, sarà possibile individuare l’indirizzo migliore per possibili sviluppi futuri del progetto.

 

Il progetto architettonico 

 

L’intervento architettonico, dà luogo ad un cantiere diverso rispetto a quelli tradizionali, accessibile alla cittadinanza prima della chiusura completa dei lavori. Man mano che raggiunge i suoi obiettivi, il cantiere apre al pubblico, per condividere i risultati e permettere al quartiere di (ri)appropriarsi dello spazio.

All’avvio dei lavori, a luglio 2019, l’area di Piazza della Comunità Europea si presentava incompiuta e incolta, inaccessibile ed esposta al degrado fisico e sociale, tale da escludere ogni aspetto di relazione che è alla base della funzione piazza.

 

La nuova piazza è pensata come uno spazio pubblico che sia sentito e vissuto dai cittadini: includendo gli stessi nella realizzazione di elementi che lo completano e ne integrano le funzioni, si rafforza il senso civico collettivo e, di fatto, si costruisce un legame identitario tra gli abitanti e lo spazio pubblico.

 

La piazza si propone di essere un punto di incontro inclusivo che riduce le distanze esistenti, eliminando il gap fisico e metaforico che caratterizza lo spazio.

Il dislivello di 3 metri che separa la piazza dalla quota stradale, determina una distanza concreta: ridefinire la distanza tra lo spazio mai consegnato e la sua restituzione è l’azione pubblica alla base del progetto.

Lo stesso concetto si applica alla distanza astratta: quando c’è un vuoto urbano, all’interno di un quartiere densamente popolato come Toscanini, si crea un ostacolo, una distanza tra lo spazio realmente vissuto e quello potenzialmente vivibile.

L’intervento prevede di sfruttare la differente quota urbana alla quale si trova la piazza, individuando 3 diversi livelli di spazio pubblico, “le piazze” dove si concentreranno le attività.

Alla quota urbana delle strade è previsto uno spazio multifunzionale per il tempo libero, il gioco, lo sport e la relazione.

La quota intermedia è caratterizzata da un sistema di rampe a lieve pendenza, che agevola le percorrenze, anche ciclabili, dell’intera area. Rampe, aree per il fitness e spazi di sosta si susseguono per mettere in relazione le diverse quote.
Alla quota più bassa è previsto un ampio spazio prevalentemente libero, al centro del quale trova posto un’area verde. Oltre alla presenza di una grande seduta a nastro, lo spazio pavimentato attorno al giardino assolve la funzione di punto di incontro, aggregazione e socializzazione. Questa area, la prima che sarà aperta al pubblico, è progettata per ospitare eventi, tra cui le attività integrate del progetto, grazie anche agli arredi temporanei che il programma di workshop mette in atto durante il periodo di cantiere.

 

L’intervento prevede anche un processo di ricucitura organica e funzionale con gli spazi incompiuti dell’edificio che affaccia sulla piazza. I ballatoi, nati come spazi comuni ma ad oggi in uso pertinenziale dell’edificio, hanno già ospitato le prime attività integrate.

 

Il progetto di rigenerazione si estende al parco pubblico vicino alla Piazza: durante il cantiere, sarà realizzato un vivaio di quartiere, che ospiterà temporaneamente gli alberi destinati alle aree verdi della piazza, per poi trasformarsi in giardino didattico a gestione comunale, a servizio delle associazioni e della scuola adiacente.

 

Accanto al giardino, sarà realizzata anche la compostiera di comunità, per raccogliere i rifiuti organici: l’obiettivo, oltre che funzionale, è di sensibilizzare i cittadini al rispetto per l’ambiente e al suo mantenimento, all’importanza del ciclo dei rifiuti e al loro riuso.

 

La ricerca psicosociale 

 

Occorre pensare gli spazi pubblici non solo come luoghi funzionali a rispondere a esigenze concrete, ma anche come luoghi che esprimono il modo di vivere e condividere la socialità.

 

Al fine di aumentare l’efficacia dell’azione architettonica, è necessario cogliere, oltre ai bisogni di uno specifico tessuto sociale, anche il modo in cui la comunità interagisce, si identifica e assegna significati condivisi al proprio contesto urbano.

 

La ricerca psicosociale, a cura di NOEO, non mira a definire l’assetto fisico della nuova piazza, ma a raccogliere istanze fondamentali attraverso gli attori presenti, trasformandole in input che ne indicheranno i possibili usi futuri.

 

Interpretare la cultura locale di un contesto vuol dire cogliere quelle dimensioni emozionali e simboliche che organizzano il rapporto tra cittadini e territorio, che ne mediano la percezione e influiscono sul modo in cui quel medesimo contesto viene vissuto.

 

A partire da questo, l’analisi consentirà di individuare aree critiche e linee di sviluppo, che aiuteranno l’amministrazione e le realtà associative, coinvolte nel progetto attraverso focus group e successivi tavoli di coordinamento, a connotare in maniera mirata gli interventi e la loro azione sul territorio.

 

In questo modo, è quindi possibile recuperare una dimensione partecipativa che, da un lato non mini la competenza dei tecnici, e dall’altro permetta progettazioni future in linea con i bisogni del territorio.

 

Le attività integrate

 

Sul processo di partecipazione

Affinché la riqualificazione spaziale diventi sociale, e agisca dunque nei termini di resilienza urbana, è necessario che la stessa sia “partecipata”.

 

La partecipazione va intesa come modello di intervento integrato, per cogliere linee di sviluppo territoriale “site specific” ed evitare il rischio di vedere gli spazi inutilizzati o ricadere nell’incuria che li aveva precedentemente caratterizzati.

Con “partecipazione” non si intende l’azione di interrogare gli attori del territorio circa finalità, forme ed usi che individualmente ritengono idonei per gli spazi in oggetto, bensì un modello scientifico di esplorazione psicosociale ed intervento sulle Culture Locali. Un modello attento alle categorie interpretative degli abitanti dello spazio pubblico che ricadono, in termini di comportamento, sui modi di “abitare gli spazi”.

 

Partecipazione in questo senso è incontro con la cultura locale, in cui la progettazione architettonica per la riqualificazione diviene azione complessa che, oltre ad agire in termini di miglioramento della qualità del decoro urbano, agisce per il ri-uso e la ri-funzionalizzazione delle aree pubbliche, agendo anche in termini di sviluppo della comunità che di quegli spazi sarà interprete e fruitrice.

 

Le Attività Integrate hanno l’obiettivo di dare corpo a questa metodologia partecipativa fondata sul concetto di ricerca-intervento, senza separare o posporre i due momenti, ma tenendoli a costante dialogo e facendo dell’uno lo strumento dell’altro.

 

Avvicinare le persone, tra loro e allo spazio pubblico, è uno degli obiettivi fondamentali di Prossima Apertura: attraverso una comunicazione costante e diretta con gli abitanti, che include strumenti offline e online, tra cui una pagina Facebook dedicata, il progetto condivide le informazioni sull’avanzamento dei lavori di cantiere e promuove iniziative finalizzate al coinvolgimento diretto degli abitanti, per creare un legame identitario con il nuovo spazio pubblico e immaginare insieme possibili usi della piazza. In quest’ottica, Prossima Apertura prevede nel progetto di rigenerazione urbana diversi laboratori tematici e attività integrate, tra cui un progetto fotografico, affiancato da un progetto di ricerca psicosociale.

 

Laboratori

Il programma delle Attività Integrate prevede laboratori rivolti  agli abitanti, esperienze di formazione attraverso cui creare momenti di condivisione.

 

Il primo laboratorio, Paint’n’Play, si è svolto dal 3 al 6 ottobre, sui ballatoi che affacciano sul cantiere in corso.

Al momento della prima costruzione di Piazza della Comunità Europea, i ballatoi erano destinati ad essere uno spazio pubblico, in continuità con la piazza; attualmente questo spazio viene vissuto come una pertinenza dell’edificio, ad uso quasi esclusivo dei condomini e la situazione attuale evidenzia uno stato di disagio creato da incuria, abbandono e occupazioni dei locali destinati ad uso collettivo. Con l’intervento artistico in questo luogo,  Prossima Apertura prova a costruire un nuovo immaginario, e a ricucire idealmente la connessione tra la piazza futura e i ballatoi, evidenziandone il potenziale come spazio pubblico a servizio del quartiere.

Nello specifico, l’opera è stata realizzata da Rub Kandy, aka Mimmo Rubino, artista, graphic designer e docente. Noto per i suoi interventi artistici nello spazio pubblico, nei suoi lavori concilia formalismo geometrico, identità visiva e identità sociale.

Con l’intenzione di  stimolare l’utilizzo ludico dello spazio, Rub Kandy ha realizzato grafiche a terra e su pareti,  con la tecnica dell’ Anamorfosi: dal greco, ana- e mórfosis, forma ricostruita.

“L’anamorfosi è un effetto di illusione ottica per cui un’immagine viene proiettata sul piano in modo distorto, rendendo il soggetto originale riconoscibile solamente guardando l’immagine da una posizione precisa”, invitando così i visitatori a percorrere lo spazio dei ballatoi per poter fruire pienamente dell’opera.

L’artista la descrive come un’opera complessa, complessa perché non nasce solamente come una sua ricerca personale, ma anche come un dispositivo per mettere in moto una serie di energie. Questo workshop nasce dalla volontà di creare un’opera aperta e condivisa, tale da costruire un legame e senso di appartenenza tra gli abitanti e il luogo; non è l’oggetto finale dell’opera ad essere al centro del lavoro, ma tutto il processo, già a partire dalla fase progettuale che ha richiesto all’artista di spostare i virtuosismi dalla realizzazione tecnica alll’esemplarità della realizzazione stessa.

 

I prossimi laboratori

L’avvio dei prossimi laboratori coinciderà con l’apertura al pubblico della prima parte della piazza, mentre nell’altra metà proseguirà il cantiere.

Le tematiche sviluppate riguarderanno quattro possibili aree di utilizzo dello spazio pubblico: verde, sport, cibo, spettacolo. Durante i workshop, a cura dello studio di architettura Orizzontale, verranno realizzate infrastrutture temporanee che stimoleranno l’immaginario degli abitanti verso possibili usi futuri della piazza; prenderanno forma “opere provvisionali”, destinate ad essere smontate e sostituite da altro, ma anche “opere pre-videnti”, che guardano oltre la propria temporanea utilità e suggeriscono una riflessione sul futuro del luogo.

Lo strumento laboratoriale è quello dell’auto-costruzione e la cittadinanza sarà direttamente coinvolta: partecipare alla creazione fisica del luogo in cui si abita aumenta il senso di appartenenza, di appropriazione e quindi di tutela del luogo stesso.

 

Il progetto fotografico

Parallelamente ai laboratori, Alessandro Imbriaco, fotografo,  realizza in Prossima Apertura un progetto fotografico.

Nella prima fase del lavoro, si è scelto di riproporre e anticipare una delle funzioni della piazza: fare incontrare le persone, in questo caso attraverso le fotografie.

Sono stati realizzati ritratti di gruppo, tra persone sconosciute e non, tutte abitanti il quartiere Toscanini.

La collaborazione con Prossima Apertura pone al fotografo delle questioni interessanti, come la ricerca Oratio sviluppata da Noeo:

per ogni scatto è stata stampata una piccola edizione speciale, a tiratura del numero di persone ritratte +1; le foto sono state restituite a ognuno, creando un’occasione di incontro e intervista con gli psicologi sociali.

Sabato 5 ottobre, alle pareti dei ballatoi sono stati affissi alcuni di questi ritratti, stampati a grandezza naturale, suscitando curiosità e fermento tra gli abitanti del quartiere.

 

 

Oratio

Oratio è una strategia di ricerca, sviluppata da NOEO,  che vuole di fatto raccogliere suggestioni e insieme suggestionare l’immaginario, oltrepassando il rapporto tradizionale intervistato-intervistatore, con una proposta relazionale divertente, che usa e valorizza gli strumenti artistici e le nuove tecnologie, la fotografia di Alessandro Imbriaco in questo caso.

Il momento di restituzione delle foto alle persone ritratte è utilizzato come momento di ricerca e confronto con la comunità locale, al fine di esplorare le rappresentazioni degli abitanti circa il quartiere e i legami che uniscono i cittadini di Toscanini.

Il progetto, che ha coinvolto le persone intercettandole direttamente sui ballatoi di Toscanini, ha da un lato agevolato l’innesco di incontri inediti, dall’altro ha rappresentato un utile pretesto per immaginare future convivenze (cuore simbolico del progetto).

La restituzione delle foto chiede in cambio un “pagamento in parole”. Questo pretesto permette di costruire un setting con i cittadini in cui proporre una proiezione futura circa lo spazio, il sistema di convivenza, le attese e le risorse che i cittadini possono mettere in campo per supportare il processo di rigenerazione di Prossima Apertura.

 

Typology

Urban renewal

Status

on going

Date

June 2019

Client

Comune di Aprilia

Luogo

Piazza della Comunità Europea, Aprilia LT

Foto

Alessandro Imbriaco, Alessandro Vitali, Alessio Pellicoro

In collaborazione con

Maurizio Moretti, Mauro Zangrilli | ADML Architetti - Architettura e urbanistica Giorgia Cioccetti, Antonio Chimienti, Samuele Cocci, Valentina Nannini | NOEO - Psicologia e ricerca psico-sociale Mara Zamuner - Comunicazione Mimmo Rubino - Arte e Comunicazione Alessandro Imbriaco, Alessandro Vitali - Fotografia Nicola Barbuto - Video

Con il patrocinio e il sostegno di

Comune di Aprilia

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