Il progetto espositivo nasce dall’incontro tra ricerca scientifica e pratica artistica, un dialogo che si sviluppa attraverso un allestimento capace di tradurre visivamente questa sinergia. La struttura espositiva diventa il fulcro di questa relazione, un elemento unico e riconoscibile che organizza e mette a sistema i dati della ricerca e le opere degli artisti.
La struttura viene trattata secondo due registri distinti.
Ricerca scientifica: una spina dorsale in divenire
Il percorso espositivo dedicato alla ricerca si manifesta attraverso una struttura lasciata volutamente a vista, non rifinita. Questa scelta enfatizza la natura dinamica della ricerca, sempre aperta a nuove scoperte e interpretazioni. Il visitatore è invitato a percepire la ricerca non come un dato fisso, ma come un processo vivo, in continua trasformazione.
Opere d’arte: uno spazio di riflessione
Nella sezione dedicata agli artisti, la struttura si trasforma per creare un ambiente più neutro e raccolto, uno spazio in cui le opere possano emergere e dialogare tra loro senza interferenze visive. Qui, la materia dell’allestimento diventa un elemento di supporto discreto, offrendo un contesto che valorizza le riflessioni e le visioni sviluppate dagli artisti a partire dai dati della ricerca.
Questo doppio trattamento della struttura consente di mantenere una coerenza visiva e concettuale tra le due dimensioni della mostra: da un lato il processo scientifico in continuo divenire, dall’altro l’elaborazione artistica che si nutre di questa indagine per generare nuove prospettive. Il risultato è un percorso espositivo che non solo espone, ma racconta e coinvolge, rendendo visibile il legame tra conoscenza e creazione.
allestimento
costruito
Maggio - Novembre 2025
La Triennale di Milano
400 mq
Spazio Cuore, Triennale Milano
Seble Woldeghiorghis
Damiano Gullì e Jermay Michael Gabriel, direttore Black History Months Milano
SI Lab Bocconi – Alessandra Casarico, Felix Eychmüller, Chiara Serra
propp
Painé Cuadrelli
Leyla Degan, Theophilus Imani, Délio Jasse, Muna Mussie, Jim C. Nedd, Justin Randolph Thompson
Sarah Indriolo | Alessandro Saletta e Agnese Bedini - DSL Studio © Triennale Milano