Spazio Pubblico On Demand

BIENNALE SPAZIO PUBBLICO 2013, CASA DELL’ARCHITETTURA ROMA

Lo spazio della città contemporanea è attraversato e plasmato da cicli sempre più rapidi di trasformazione, la permanenza delle attività in un dato quartiere è caratterizzata da una durata sempre minore, le funzioni degli spazi interni e le destinazioni d’uso degli edifici sono soggette a mutamenti sempre più veloci. E sempre più rapidi sono i flussi e i movimenti che investono le persone che vi abitano, i loro ritmi di vita, le loro abitudini, le loro necessità. In breve, la città e la sua architettura non sono più stabili e permanenti come furono per millenni, ma sembrano al contrario essere caratterizzati dalla transitorietà.

Questa tendenza, che riguarda in primo luogo lo spazio costruito, interno e privato, non può che avere degli effetti anche sullo spazio vuoto della città, lo spazio non costruito. Presentiamo qui una raccolta di progetti per lo spazio pubblico uniti dall’essere, in un modo o nell’altro, transitori. Con questo non è nostra intenzione dichiarare una assoluta superiorità degli interventi temporanei su quelli permanenti, e neppure proporre la temporaneità degli interventi come soluzione universale alle infinite problematiche della progettazione urbana, quanto piuttosto portare l’attenzione su un vasto numero di interventi, oggetti e situazioni che proprio a causa di questa loro anomalia stentano ad essere riconosciuti come legittimi nel mondo della progettazione architettonica.

Le architetture che proponiamo hanno debiti innegabili con le sperimentazioni delle avanguardie architettoniche degli anni ‘70, ricordano a tratti le TAZ di Hakim Bey, affondano le radici nelle tradizioni millenarie dei nomadi e nei leggendari pow-wow dei pellirossa, così come nelle loro interpretazioni contemporanee, i festival musicali e i raduni di ogni genere. Sono architetture mobili, instabili, provvisorie, dinamiche. Strani veicoli che si aprono dando luogo a piazze istantanee, allestimenti temporanei che si riorganizzano a seconda delle necessità, edifici atipici che si montano e si smontano in poche ore usando ponteggi, materiale di risulta, ready-made urbani. Alcune di queste opere insistono sul sito lasciato libero da altre, creando delle concatenazioni nel tempo e dando luogo a uno spazio pubblico in divenire, mai concluso, sempre in movimento. Sono tutte, letteralmente, «opere provvisionali», realizzate per supplire ad una necessità specifica e destinate ad essere smontate e sostituite da altro. E al tempo stesso «opere pre-videnti», che riescono cioè a vedere oltre la propria temporanea utilità, a pensare il luogo che occupano al di là della propria scomparsa.

Il corpus dei progetti esposti, ben lungi dall’esaurire il tema, non deve essere considerato come un insieme chiuso di opere ma come l’indicazione di una direzione, il suggerimento di una pista da seguire. Il progetto espositivo si basa su una, certamente non l’unica, e probabilmente non la migliore, delle possibili classificazioni con le quali si possono assimilare tra loro i progetti selezionati. La tassonomia adottata fa riferimento alle caratteristiche fisiche degli interventi, raggruppandoli secondo il rapporto che sviluppano con il luogo nel quale si trovano, temporaneamente, ad esistere.

Spazi portatili riunisce una serie di oggetti mobili completamente autonomi rispetto al sito, che producono cioè una specifica situazione indipendentemente dal luogo nel quale vengono a trovarsi.

KÜCHENMONUMENT_raumlaborberlin

KOPF KINO_on/off

TANKOCINA_Todo Por la Praxis

WORK WATCHING_Orizzontale

GRADAS NEUMÁTICAS_Todo Por la Praxis

LE ORECCHIE DI GIUSSANO_Orizzontale

MOBILE URBAN SQUARE_Izmo

Piazze mobili raccoglie progetti di spazi pubblici temporanei che sono stati sviluppati per un sito in particolare, veri e propri allestimenti site-specific accomunati dal fatto di manifestare al loro interno un alto livello di flessibilità.

PLACE AU CHANGEMENT_Collectif Etc.

GONDWANA_Orizzontale

LIEUX POSSIBLES #2- Jardin des Remparts_Bruit du frigo

ISTO É UMA PRAÇA!_esterni

SPAZIO OPEN SOURCE_Orizzontale

ORDENACIÓN Y OCUPACIÓN TEMPORAL DE SOLARES_Recetas Urbanas

Strutture pop-up è riferito ad alcune strutture che, pur essendo in parte simili alle ultime, danno vita ad un vero e proprio spazio architettonico protetto, semi-costruito, pensato per accogliere particolari attività.

THE CINEROLEUM_Assemble

TAVERNA_Stoortplaats van dromen

ADD ON. 20 HÖHENMETER_Fattinger | Orso | Rieper

PRÓTESIS INSTITUCIONAL #2_Recetas Urbanas

Cantieri aperti presenta infine alcuni notevoli esempi di processi di maggiore complessità e di più lunga durata nei quali progetti diversi si succedono nel tempo su di uno stesso sito, dando così luogo ad una situazione in continuo mutamento.

CANTIERE BARCA_raumlaborberlin

CAÑADA REAL_Democracia | Recetas Urbanas | Todo por la Praxis

100 UNION STREET_EXYZT

VOLKSPALAST_raumlaborberlin | EXYZT

 

 

The space of contemporary city is affected and shaped by shortening transformation cycles. The permanence time of activities in a specific district is decreasing, functions of internal spaces and destination of buildings change faster and faster. As faster and faster are flows and movement of the people that live there, their habits, their needs. In short, the city and its architecture are not anymore as stable and permanent as they have been for ages, but they seem to be more and more marked by transiency.

This tendency, that concerns in the first place built, internal and private space, must affect the empty or un-built space of the city as well. The projects presented here are, in a way or another, “temporary”. With that, we are not declaring an absolute superiority of temporary interventions over permanent ones, neither proposing transiency as a universal solution for the many problems of urban design. We rather intend to draw attention to a large number of interventions, objects and situations that precisely due to this characteristic have difficulty in gaining legitimation in the architectural design field.

The proposed works have undeniable debts with the 70s’ architectural avant-garde movements and are reminiscent of Hakim Bey’s TAZ; they have their roots in the ancient traditions of nomadic cultures and in the legendary Native Americans pow-wows, as well as in their contemporary interpretations: music festivals and gatherings of all kinds. They are mobile, unstable, provisional, dynamic. Strange vehicles that open-up uncovering instant squares, temporary structures that get reorganized according to specific needs, peculiar buildings that can be assembled and disassembled in few hours using scaffoldings, waste material, urban ready-mades. Some of these works arise on the same site where others just disappeared, giving birth to chains and creating a public space in progress, evolving, always uncompleted. They are, literally, «provisional constructions», built to supply a specific need and intended to be dismantled and replaced by something else. At the same time, however, they are «provident constructions», able to see beyond their temporary utility and to imagine the place they occupy after their own disappearance.

 The corpus of the projects in display, far beyond the possibility of exhausting the subject, must not be considered as a closed set of works, but rather a sign pointing to a direction, the suggestion of a path to be followed. The exhibition design is based on one of the many possible classifications – not the only one, probably not the best one – by which one can sort the selected works. The adopted taxonomy takes as starting point the physical features of the interventions, grouping them by the relationship that they develop with their temporary context.

Portable spaces shows some mobile objects completely autonomous in regard of the site; they produce a specific situation regardless of the place in which they come to be.

KÜCHENMONUMENT_raumlaborberlin

KOPF KINO_on/off

TANKOCINA_Todo Por la Praxis

WORK WATCHING_Orizzontale

GRADAS NEUMÁTICAS_Todo Por la Praxis

LE ORECCHIE DI GIUSSANO_Orizzontale

MOBILE URBAN SQUARE_Izmo

Mobile squares shows site-specific projects of temporary public spaces, developed for a definite place and featuring a high level of flexibility.

PLACE AU CHANGEMENT_Collectif Etc.

GONDWANA_Orizzontale

LIEUX POSSIBLES #2- Jardin des Remparts_Bruit du frigo

ISTO É UMA PRAÇA!_esterni

SPAZIO OPEN SOURCE_Orizzontale

ORDENACIÓN Y OCUPACIÓN TEMPORAL DE SOLARES_Recetas Urbanas 

Pop-up structures shows works that, even if similar to the latters, give birth to a truly enclosed architectural space, conceived to host specific activities.

THE CINEROLEUM_Assemble

TAVERNA_Stoortplaats van dromen

ADD ON. 20 HÖHENMETER_Fattinger | Orso | Rieper

PRÓTESIS INSTITUCIONAL #2_Recetas Urbanas

Open building sites shows some remarkable examples of long term processes during which different structures succeed to one another on the same site, giving place to a continuously changing situation.

CANTIERE BARCA_raumlaborberlin

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100 UNION STREET_EXYZT  

VOLKSPALAST_raumlaborberlin | EXYZT